00 15/12/2012 08:44


Buongiorno poesia,
mi hai svegliata che adesso ho già fame di te.
Saresti burlesca, leggera, farsesca,
vorresti prenderti gioco di me.
E allora sai che ti dico?
Ti lascio giocare e mi prendo un caffé.
Che resti lo zucchero
in fondo alla tazza,
denso, mieloso, ché voglio gustarmi
quell'ultimo sorso
e pensare a quanto la vita ha da darmi
a mani piene
o nascosto nel pugno
e se poi qualche volta di me se ne sbatte
vedrai che mi trova di petto
incazzata, sì, gliela canto sul grugno
con l'ardire di chi stringe i denti e combatte

Buongiorno poesia,
non mi dire del sole, di aurore rosate e mattini lucenti,
ho la carie, accidenti,
mi fa male un molare... chissà, forse è un dente
ma ferisco di lingua

- ahi! Non era pane,
ho addentato il coltello
ma scrivo, non parlo,
vivo. Accidenti.

. . . . . . . . Sì.
. . . . . .Vivo e scrivo.
Uffa. Non ho messo l'acqua.
Niente caffé
ma non me la prendo.
E ho capito che tu sei l'aroma
che porta alla mente
quel che non è





Rosanna
[Modificato da Versolibero 15/12/2012 08:51]


______________________________________________________________________________
"Le parole sono 'contenitori' troppo angusti per le mie emozioni e quando, leggendo, le sento 'soffrire'
o mi segnalano delle 'sofferenze' corro a liberarle senza pensarci due volte per provarne di più adatti".
(citazione di EEFF)